Notizie dai Soci

Orologio da tavolo Cartier

27/05/2016

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In gara da tutto il mondo per l’orologio da tavolo Cartier , aggiudicato per 115.000,00 !

La grandissima attenzione e l’ interesse per lo straordinario e prezioso orologio da tavola firmato Cartier , si è confermato con l’aggiudicazione per 115.000,00 da una partenza di 14.000,00 nel’ asta di gioielli appena conclusa . Il sofisticato orologio, espressamente commissionato nel 1943 alla famosa Maison , ha la forma di ciborio ed è realizzato in oro giallo, diaspro giallo e diamanti Cartier,quadrante con numeri romani, diamanti taglio vecchio e a rosa. Nella Parigi del ‘43 ,occupata dai nazisti il conturbante simbolismo del suo design ispirato alla forma di ciborio, elemento architettonico posto a protezione dell´altare a immagine dell´altare di cui parla l´Apocalisse di Giovanni all´apertura del quinto sigillo:” l´altare sotto il quale si trovano "le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa" Essi sono martiri cristiani la cui morte è a immagine di quella di Cristo. Dal V secolo nell´altare vengono deposte le reliquie dei martiri, oppure l´altare si erge sulla tomba di un martire. Simbolicamente questo significa che i martiri, testimoni della Parola, vengono assimilati al sacrificio di Cristo”............stimola la fantasia sulla personalità della committenza e il fine di tale preziosa e raffinata realizzazione . Fra l’altro il n.5 ,riferito al V sigillo e al V secolo , si trova nelle decorazioni di diamanti del frontespizio sia in alto che in basso .....Una preziosità che nasconde il “tempo “ di un’ affascinante storia al culmine della II guerra mondiale.Un oggetto di grande seduzione e che ha visto una gara serrata con molti competitor al telefono da tutto il mondo !

Con la rarità Cartier , top lot un magnifico pendente decò in platino, zaffiro rettangolare non scaldato ct 75 e diamanti ct 6,50 aggiudicato per 92.500,00 e un bracciale in platino e diamanti Anni Trenta realizzato a maglie aggiudicato per 22.700,00 (foto in allegato ).

Totale d’asta 450,000,00 con il 50% del complessivo venduto

 

I trentadue dei lotti in asta il cui ricavato sarà devoluto al’ Unione Italiana Ciechi Firenze hanno totalizzato un vendita di 30.000,00 con il 70% del venduto In gara da tutto il mondo per l’orologio da tavolo Cartier , aggiudicato per 115.000,00 !

 

La grandissima attenzione e l’ interesse per lo straordinario e prezioso orologio da tavola firmato Cartier , si è confermato con l’aggiudicazione per 115.000,00 da una partenza di 14.000,00 nel’ asta di gioielli appena conclusa . Il sofisticato orologio, espressamente commissionato nel 1943 alla famosa Maison , ha la forma di ciborio ed è realizzato in oro giallo, diaspro giallo e diamanti Cartier,quadrante con numeri romani, diamanti taglio vecchio e a rosa. Nella Parigi del ‘43 ,occupata dai nazisti il conturbante simbolismo del suo design ispirato alla forma di ciborio, elemento architettonico posto a protezione dell´altare a immagine dell´altare di cui parla l´Apocalisse di Giovanni all´apertura del quinto sigillo:” l´altare sotto il quale si trovano "le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa" Essi sono martiri cristiani la cui morte è a immagine di quella di Cristo. Dal V secolo nell´altare vengono deposte le reliquie dei martiri, oppure l´altare si erge sulla tomba di un martire. Simbolicamente questo significa che i martiri, testimoni della Parola, vengono assimilati al sacrificio di Cristo”............stimola la fantasia sulla personalità della committenza e il fine di tale preziosa e raffinata realizzazione . Fra l’altro il n.5 ,riferito al V sigillo e al V secolo , si trova nelle decorazioni di diamanti del frontespizio sia in alto che in basso .....Una preziosità che nasconde il “tempo “ di un’ affascinante storia al culmine della II guerra mondiale.Un oggetto di grande seduzione e che ha visto una gara serrata con molti competitor al telefono da tutto il mondo !

Con la rarità Cartier , top lot un magnifico pendente decò in platino, zaffiro rettangolare non scaldato ct 75 e diamanti ct 6,50 aggiudicato per 92.500,00 e un bracciale in platino e diamanti Anni Trenta realizzato a maglie aggiudicato per 22.700,00 (foto in allegato ).

Totale d’asta 450,000,00 con il 50% del complessivo venduto

 

I trentadue dei lotti in asta il cui ricavato sarà devoluto al’ Unione Italiana Ciechi Firenze hanno totalizzato un vendita di 30.000,00 con il 70% del venduto


Study Trip to India

24/05/2016

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Nel mese di febbraio 2016 LAO ha organizzato un viaggio-studio in India. Il gruppo di docenti, studenti ed ex studenti ha visitato laboratori orafi e molti altri luoghi legati alla produzione di gioielli indiani, alcune delle più importanti gioiellerie, e molto altro ancora.
I partecipanti hanno avuto una prima idea del complesso e affascinante mondo della sorprendente gioielleria tradizionale indiana, ma anche della moderna industria che produce alta gioielleria per i negozi e le boutique di tutto il mondo.


Strage di Capaci: le ombre russe sulla morte di Falcone

23/05/2016

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Quel viaggio a Mosca fermato da un quintale di tritolo. In un libro inchiesta, di Bigazzi e Stepankov, la ricostruzione delle indagini del magistrato in Russia su finanziamenti illeciti

Strage di Capaci 24 anni dopo: 23 maggio 1992 - 23 maggio 2016.

Dopo quell´esplosione mortale, nulla fu più come prima. Giovanni Falcone, insieme alla moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta persero la vita in una strage ingiusta, come ingiusta è la mafia e il suo Sistema.

Ma quella strage ha definitivamente squarciato un velo che da decenni copriva malaffare e connivenze. Capaci è diventato un luogo simbolo, perché se da un lato la mafia vinceva, uccidendo un uomo che era riuscito a infliggere duri colpi a quel sistema, scoperchiando trame e giochi di potere, dall´altro quella morte ha decreteto l´inizio di un percorso, purtroppo non ancora concluso e ancora molto lungo, che ha chiamato per nome problemi e cause.

Sono trascorsi 24 anni e da Nord a Sud la mafia è una realtà che nessuno può più negare: e il primo passo per eliminare un problema è ammetterne l´esistenza. Il sacrificio di Falcone, e di Paolo Borsellino due mesi dopo nella strage di via D´Amelio, come quello dei numerosi giudici, forze dell´ordine, uomini della scorta, pagine buie della storia, non sono stati vani.

E il ricordo di quel giorno deve essere un monito, non solo per non dimenticare, ma per cambiare.

Rosangela Urso

Di seguito la recensione del libro Il viaggio di Falcone a Mosca (Mondadori 2015, 152 pp, 20 euro) di Francesco Bigazzi e Valentin Stepankov, a cura di Patrizia Debicke van der Noot.


Recitano le prime righe della prefazione del libro: Alle 17.58 del 23 maggio 1992, quasi un quintale di tritolo esplose sull’autostrada A29 Punta Raisi - Palermo, all’altezza dello svincolo di Capaci. L’attentato uccise Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta. In Italia l’esplosione produsse effetti violenti: sull’opinione pubblica, sulla politica, sul sistema giudiziario. Nulla, dopo quel terribile momento, fu più come prima. Ma la strage di Capaci provocò reazioni molto forti e un’intensa ondata di sdegno anche in Russia: soprattutto nel mondo giudiziario, che si trovava nella delicatissima fase di transizione da un regime totalitario a un sistema democratico.

La strage, in particolare, polverizzò le speranze dell’imminente viaggio di Giovanni Falcone a Mosca. L’appuntamento era stato preparato con cura dallo stesso magistrato palermitano e da Valentin Stepankov, che il 28 febbraio 1991, a soli quarant’anni, era diventato il più giovane procuratore generale della Russia e dell’ex Unione Sovietica. Erano serviti mesi e mesi d’intenso lavoro. C’era stata una trasferta di Stepankov in Italia, da Falcone, con la successiva, febbrile raccolta di documenti riservati e segretissimi. In quel momento il magistrato italiano era da un anno direttore generale del ministero di Grazia e Giustizia cui era stato chiamato dall’allora Guardasigilli, Claudio Martelli. E dal suo ufficio dipendevano le rogatorie internazionali…»

Pertanto è logico ipotizzare come fanno Francesco Bigazzi e Valentin Stepankov nel libro inchiesta Il viaggio di Falcone, un viaggio che non fu mai, che la strage di Capaci oltre ad aver messo drammaticamente fine alla vita di Giovanni Falcone, di sua moglie e della scorta, abbia messo fine anche alla sua inchiesta internazionale sul fiume di denaro, più di 989 miliardi in rubli e dollari affluiti segretamente dall’Unione Sovietica nelle casse del Pci tra il 1951 e il 1991.

In Russia il dissolvimento dell’Urss, che fece seguito all’inizio della perestrojka, vide una guerra scoppiata tra le organizzazioni malavitose locali che volevano assumere il controllo nelle città e impadronirsi dei settori più strategici della futura economia di mercato. Nell’Europa dell’Est dilagarono senza controllo tutte le mafie più temute del mondo, da Cosa Nostra alla Yakuza giapponese, dalla Triade cinese alle famiglie di New York, portando alla nascita di fiorenti mafie locali.

In gioco c’erano il tesoro dell’Urss che faceva parte del cosiddetto Oro di Mosca, tanto per spiegare, i fiumi di denaro usciti dalla Urss, per essere investiti all’estero e quindi sia il favoloso patrimonio immobiliare disseminato in tutto il mondo, che i lauti fondi clandestini che dalla fine della II Guerra Mondiale erano stati messi a disposizione non solo del Kgb, ma anche di altri servizi segreti. Somme ingentissime, secondo Valentin Stepankov, in dollari, in altra moneta pregiata e in lingotti d’oro. All’inizio degli anni Novanta ci furono numerosi sequestri, sulle principali autostrade europee, di Tir pieni di rubli con meta l’Occidente per essere convertiti.

Il Quotidiano La Repubblica scriveva allora: «I rubli che lasciavano l’Urss arrivavano anche alle cosche siciliane. Ecco perché, dicono, se ne interessava anche Falcone». Ed ecco perché – secondo Giulio Andreotti intervistato da Bruno Vespa – «l’attentato a Falcone fu organizzato in modo così spettacolare che, né prima né dopo, la mafia da sola fece niente di simile».

Nel libro inchiesta: Il viaggio di Falcone a Mosca, pubblicato in novembre. Francesco Bigazzi e l’allora procuratore generale della Federazione russa Valentin Stepankov, ricostruiscono puntualmente le indagini di Falcone e suppongono che i suoi assassini, o meglio i mandanti della strage, siano da cercare tra tutti coloro che temevano gli esplosivi sviluppi della sua inchiesta.

Ma chi furono i veri mandanti della strage di Capaci? È stato più volte negato che Falcone potesse essere stato incaricato di coordinare le indagini su un colossale riciclaggio dei fondi del Pcus. Ma invece Stepankov lo conferma. E il 27 maggio 1992 anche Il Corriere della Sera scriveva: «Tra la fine di maggio e i primi di giugno Falcone sarebbe dovuto andare a Mosca per coordinare le indagini sul trasferimento all’estero dei soldi del Pcus».

Secondo la ricostruzione del libro ben quattro diversi ministri in seguito (Claudio Martelli, Giulio Andreotti, Paolo Cirino Pomicino e Renato Altissimo) hanno dichiarato che Falcone, nel giugno 1992, avrebbe dovuto recarsi in Russia per portare avanti una cooperazione giudiziaria sul tema, riparlandone (non era la prima volta) con Stepankov.

Tre di quei quattro ministri attestano che Falcone tra la metà del 1991 e i primi mesi del 1992, aveva ricevuto da Cossiga l’incarico di seguire l´inchiesta sul versante italiano. «Chi ha ammazzato il povero Ivan?», titolava un quotidiano russo nel dare la notizia della strage di Capaci e della morte di Giovanni (Ivan in russo) Falcone. E, vedi caso «Chi ha ammazzato il povero Ivan» è anche la strofa di una filastrocca russa tipo «Maramao perché sei morto?».

In una Russia ancora scossa dalla fine della dittatura comunista e dell´Unione Sovietica, dove Giovanni Falcone era conosciuto e stimato, la sua fine apparve subito sospetta. Stepankov disse all’indomani dell’attentato che gli assassini, avevano raggiunto anche l’obiettivo di impedire il viaggio di Falcone a Mosca. E ha spiegato a Bigazzi che con la morte di Falcone, le sue inchieste si arenarono e dopo di lui più nessuno cercò di collaborare con la Procura russa.

Stalin diceva: «Dove c´è uomo, c´è problema. Niente più uomo, niente più problema».

Niente più Falcone, niente più problema.


Museo del Paesaggio di Pallanza sul Lago Maggiore

23/05/2016

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Cari amici

la nostra associazione sta organizzando per l’ultimo weekend di giugno 25/26 una visita al Museo del Paesaggio di Pallanza sul Lago Maggiore . Il museo , ricco delle opere dello scultore e pittore italo /russo Paolo Troubetzkoy (nato a Intra nel 1866 ) è stato da poco restaurato ed è un vero gioiello .

Il soggiorno con visita al museo e alle isole è previsto per due giornate con pernottamento all’ Hotel Villa Azzalea, bellissima location immersa nel verde e con vista sul lago, e per l’occasione avremo una guida eccezionale il principe Roberto Troubetzkoy nipote dell’artista e nostro amico e socio.

E’ previsto il punto d’incontro nella tarda mattinata di sabato 25 alla Stazione Centrale di Milano dove con un bus ci recheremo a Pallanza.

Per la migliore organizzazione vi chiediamo una pronta risposta e una conferma di massima che potrà essere definitiva con il programma completo .

Amici Museo Ermitage


Una rarità di Cartier e sfavillio di gioielli importanti in esposizione da sabato 21 a lunedì 23 maggio

19/05/2016

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Si conclude con un’ asta di rari e importanti gioielli il primo semestre 2016 che ha visto la Maison Bibelot impegnata in alcuni eventi straordinari con aste a Firenze, Milano e Verona : dagli arredi di Villa Piatti alla collezione di Disegni Antichi di Giulio Piatti ,dal’ esposizione fotografica al MIA Photo Fair a Milano e “Automobilia” a Verona con esiti ottimali .
Giovedi 26 maggio saranno battuti in asta da Elisabetta Mignoni Amministratore Unico della casa d’aste , circa trecento lotti di splendidi gioielli .Fra i gioielli più importanti un magnifico pendente decò in platino, zaffiro rettangolare non scaldato ct 75 e diamanti ct 6,50 corredato di certificato CISGEM (valutazione 55.000,00,foto in allegato );bracciale in platino e diamanti Anni Trenta realizzato a maglie nove diamanti mezzo taglio per ct 8,5 , diamanti taglio a brillante rotondo e a baguette per ct 20 (valutazione 14.000,00,foto in allegato );anelli di Pomellato in oro, brillanti e quarzo e oro giallo con pavé di brillanti;di Tiffany & Co, una originale collana in oro giallo .Importante presenza di orologi Rolex, Omega, Girard&Perregaux, Vacheron & Costantin, Zenith, Jaeger Le Coultre fra cui primeggia una vera rarità di Cartier, un pezzo davvero unico composto da un splendido orologio da tavolo a forma di ciborio in oro giallo, diaspro giallo e diamanti Cartier,quadrante con numeri romani, diamanti taglio vecchio e a rosa ct 9 realizzato nel 1943 in unico esemplare su richiesta, corredato di certificazione di originalità Cartier , cm 25,2x10,4, meccanismo totalmente revisionato contenuto in scatola originale (valutazione 18.000,00,foto in allegato ).
Trentadue dei lotti in asta fanno parte di un’ eredità il cui ricavato sarà devoluto al’ Unione Italiana Ciechi Firenze : di questi, oltre a orologi e monili in oro e diamanti, segnaliamo un anello a fascia in oro bianco e diamanti, diamante centrale taglio a brillante rotondo ct 0,80 circa, laterali ct 1,40 circa complessivi, g 9,5( valutazione 2000,00 foto in allegato) .
Durante l’esposizione verrà effettuata anche una vendita diretta, “ Déballage”, di piccoli arredi,dipinti, oggetti d’arte e molte curiosità .

Catalogo on line

Esposizione sabato 21,domenica 22,lunedì 23 maggio orario 10-13 e 15-19
Asta venerdi 27 maggio


Una rarità di Cartier e sfavillio di gioielli importanti per l’ultima asta di una stagione straordinaria

12/05/2016

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Brillante chiusura, con un asta di rari gioielli, del primo semestre di aste che ha visto la Maison Bibelot impegnata in alcuni eventi straordinari dagli arredi di Villa Piatti alla collezione di Disegni Antichi di Giulio Piatti ad appuntamenti fuori sede con esposizione al MIA photo Fair e asta di fotografie a Milano,con esiti ottimali e di “Automobilia” a Verona (in corso) .


Venerdì 27 maggio saranno battuti in asta da Elisabetta Mignoni Amministratore Unico della casa d’aste ,circa trecento lotti di splendidi gioielli .

Fra i gioielli più importanti un magnifico pendente decò in platino, zaffiro rettangolare non scaldato ct 75 e diamanti ct 6,50 corredato di certificato CISGEM (valutazione 55.000,00,foto in allegato );bracciale in platino e diamanti Anni Trenta realizzato a maglie nove diamanti mezzo taglio per ct 8,5 , diamanti taglio a brillante rotondo e a baguette per ct 20 (valutazione 14.000,00,foto in allegato );anelli di Pomellato in oro, brillanti e quarzo e oro giallo con pavé di brillanti;di Tiffany & Co, una originale collana in oro giallo .Importante presenza di orologi Rolex, Omega, Girard&Perregaux, Vacheron & Costantin, Zenith, Jaeger Le Coultre fra cui primeggia una vera rarità di Cartier, un pezzo davvero unico composto da un splendido orologio da tavolo a forma di ciborio in oro giallo, diaspro giallo e diamanti Cartier,quadrante con numeri romani, diamanti taglio vecchio e a rosa ct 9 realizzato nel 1943 in unico esemplare su richiesta, corredato di certificazione di originalità Cartier , cm 25,2x10,4, meccanismo totalmente revisionato contenuto in scatola originale (valutazione 18.000,00,foto in allegato ).
Fra i lotti in asta 32 fanno parte di un’ eredità il cui ricavato sarà devoluto al’ Unione Italiana Ciechi Firenze


Esposizione da sabato 19 a lunedì 21 maggio
Asta venerdi 27 maggio


Comunicato stampa catalogo Tatuati Efebi e altri sguardi sul mondo

10/05/2016

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Il bilancio molto positivo e il successo del´ esposizione al MIA Photo Fair della Casa d ´Aste Maison Bibelot si è confermato nei risultati d’asta battuta al Hotel The Square Milano Duomo giovedì 5 maggio con in catalogo “Tatuati,efebi e altri sguardi sul mondo " !
L’asta di sole fotografie , la prima a Milano per la Casa d’Aste fiorentina, ha avuto risultati smaglianti con oltre il 60 % del venduto !
Il lineare allestimento,al MIA Photo Fair, delle opere fotografiche in cornice, predisposto a scacchiera su fondo grigio ha perfettamente esaltato il contrasto fra la cupa forza del bianco e nero dei corpi tatuati di Sergej Vassiliev e il morbido seppia degli efebi siciliani di Gaetano d´Agata ha consentito ali appassionati di apprezzare le opere dei due importanti artisti . apprezzamento confermatosi nei risultati d’asta .
La forza drammatica delle immagini emerse dalle carceri sovietiche, irripetibili e uniche del grande fotografo russo Sergej Vassiliev , ha suscitato una forte emozione, ammirazione e assoluto interesse dei collezionisti confermato dai risultati : top sale il lotto n. 65 per 2900,00 e il lotto 73 per 2000,00 da basi di partenza di 500,00 (foto in allegato ) . Le stampe di Vasiliev hanno raggiunto il miglior risultato con oltre il 70 % di aggiudicazioni
La collezione del maestro siciliano Gaetano d’Agata , battuta i un lotto unico e composta da 75 pezzi , è stata aggiudicata per 35.000,00 .
Altri Top lot Kusakabe Kimbei (1841-1934), Raimund Vonstilfried (1839-1911), Suzuki Shin’ichi (1835-1918) Album fotografico del Giappone 1875 circ Dorso in pelle, piatti in legno laccato nero con intarsi in avorio a chinoiserie, carte di guardia con decori , cinquanta stampe al’ albumina colorate a mano, aggiudicazione: € 2.600,00; Gianni Berengo Gardin (1930)Funerale veneziano 1979 aggiudicazione: 2.500,0(foto in allegato ) ; Marc Ribou (1937)Fedeli in preghiera Estremo Oriente 1974 Aggiudicazione: € 2.750,00(foto in allegato ) .M. De Domenico “Plenilunio" 1930 stampa fotografica vintage al bromolio gelatina sali d´argento Virat, montata su cartone ed in cornice coeva 1.250,00.