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San Pietroburgo nella letteratura dell’Ottocento russo

17/04/2015

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L’Associazione Amici del Museo Ermitage Italia ha presentato, nelle eleganti sale de La via del tè, di via S. Spirito, il libro Pietroburgo. Passeggiate letterarie, di Nikolaj Anciferov, ristampato per i tipi di Felici Editore.

FIRENZE - Sorta sul sangue e il sudore di migliaia di servi della gleba, per volere del dispotico Zar Pietro il Grande, su un territorio paludoso e inospitale, San Pietroburgo divenne la finestra sull’Europa dello sterminato Impero Russo, e a darle un carattere europeo contribuirono anche i numerosi architetti e ingegneri, molti dei quali italiani, che furono chiamati a costruire i suoi palazzi.

Alla Venezia del Nord, lo storico Nikolaj Anciferov (1889-1958 ) ha dedicato vari libri, fra cui L’anima di Pietroburgo e La Pietroburgo di Dostoevskij, oggi riscoperti da Felici Editore e riuniti nel volume Pietroburgo. Passeggiate letterarie, sorta di livre de chevet che è in parte una guida per il viaggiatore raffinato, e in parte un’antologia della letteratura russa dell’Ottocento,

Il La nuova edizione è curata da Caterina Garzonio e Giulia Marcucci, e l’elegante veste grafica propone la copertina nera, impreziosita da un disegno di Aleksandre Benois per Il cavaliere di bronzo di Aleksandr Sergeevič Puškin, e all’interno alcuni disegni di Mstislav Dobužinskij, che riproducono scorci appartati della città. Un supporto grafico che suggerisce l’idea stessa della passeggiata, della placida contemplazione di una città ricca di storia, sia artistica che sociale.

Anciferov nacque in Ucraina, non lontano da Kiev, da padre esponente della piccola nobiltà, e da madre di umili origini contadine. Uomo di lettere, fu storico, culturologo ed etnografo, e conseguì la laurea a San Pietroburgo, dove si era trasferito nel 1908. Affascinato dalla magnificenza dei suoi palazzi, dallo splendore del cielo sul Golfo di Finlandia, dalle notti bianche, Anciferov dedicò la sua esistenza allo studio della città, intesa come entità culturale e spirituale a sé stante. E infatti, San Pietroburgo ha caratteri peculiari diversi da quelli del resto della Russia; dalla sfarzosa Prospettiva Nevskij, alle cadenti periferie, è un turbine di emozioni e suggestioni, amplificate dai riflessi della Neva e dei suoi numerosi canali. Inoltre, è al centro di una particolare tradizione dell’occulto, che vanta ancora oggi numerosi misteri e leggende.

Ne L’anima di Pietroburgo, prendendo metaforicamente per mano il lettore contemporaneo, l’autore lo accompagna in una città dal sapore antico, delineandone la storia, ritraendone gli abitanti, narrandone interessanti spaccati di vita, attraverso brani poetici e in prosa dei vari Puškin, Lermontov, Gogol’, Achmatova, Majakovskij. Come spiega lo stesso Anciferov, il cantore di riferimento è Puškin, i cui versi sono stati un esempio per tutti coloro che hanno scritto della città dopo di lui. Che seppe coglierne l’inizio della decadenza, quando il clima dispotico della corte zarista portò alla frattura fra questa e la società cittadina, e all’allontanamento di molti intellettuali, all’inizio dell’Ottocento. Fu Puškin, ad esempio, a scrivere come la città avesse perso quel suo volto luminoso, e si ritrovasse “tutta annerita” (La foresta, 1837). Anche Gogol’ colse le contraddizioni della città, descrivendola da un lato come “un tedesco ordinato che ama il decoro più di ogni altra cosa”, e dall’altro, come una città irrazionale, perfida e misteriosa insieme (Memorie pietroburghesi, 1836).

Dalla narrativa di Anciferov, che racchiude la passione del letterato e la diligenza dello storico, scaturisce una città viva, drammatica e xx insieme. La nuova traduzione, di Caterina Garzonio, è stata condotta sulla prima edizione del libro, uscita a Pietroburgo nel 1923.

Un altro grande interprete della città fu Dostoevskij, che nei suoi quartieri popolari vi ambientò molti romanzi, fra cui Delitto e castigo. A lui Anciferov dedicò La Pietroburgo di Dostoevskij, ritradotto da Giulia Marcucci sulla base dell’edizione critica del 1991 di Kupman e Konečnyj. Si tratta, fra l’altro, di un’accurata ricostruzione dell’antica topografia cittadina, con i nomi di vie e piazze tali quali erano alla metà dell’Ottocento. In particolare, Dostoevskij si concentrò sui quartieri popolari attorno a Piazza Sennaja, affascinato da quei vicoletti, i palazzi disadorni, i canali e i ponti che li attraversano. Una zona raccolta, silenziosa, intima, dove pulsa l’anima della città, e che proprio in Delitto e castigo lo scrittore riassunse nel suo mélange di follia, passione, nobiltà e povertà.

La presentazione del libro è stata curata dall’Associazione Amici del Museo Ermitage Italia, con sede a Firenze in palazzo Frescobaldi, in via Santo Spirito 11. L’evento è stato organizzato in vista del viaggio che l’associazione compirà a San Pietroburgo nel prossimo giugno. Chi fosse interessato, può scrivere all’indirizzo email info@amiciermitage.it.


IL GATTO ROSSO, L´ULTIMO LIBRO DI ANTON ANTONOV, PRESENTATO AL MULINO DI PONTEMANCO.

13/04/2015

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UN ROMANZO TRA STORIA E SPY POLITICA CHE SVELA IL RETROSCENA DEI FATTI CHE HANNO SEGNATO LA STORIA DELL’ITALIA NEL VENTENNIO (1971-1994) CHE LA VIDE AL CENTRO DELLA GUERRA FREDDA E DELL’INTRECCIO DI POTERE TRA PCI, KGB, CIA, IOR, SISMI E ANCHE VATICANO.

In libreria dal 6 novembre 2014, “Il gatto rosso” di Anton Antonov sarà presentato lunedì 20 aprile alle ore 16.00 presso l´antico Mulino di Pontemanco, restaurato da Società Italia.

Il romanzo rivela i protagonisti della politica e della finanza, nazionali e internazionali, che dal 1971 al 1994 agirono dietro le quinte e sul palcoscenico del potere dando luogo ad un processo di irreversibile trasformazione del nostro Paese e degli scenari geopolitici dell’Europa dell’Est.
E’ il 1971 e l’URSS è ormai avviata verso il declino. Tra i pochi informati dei fatti alcuni spregiudicati e scaltri politici colsero l’opportunità di utilizzare il crollo sovietico come ascensore per il potere e per i propri tornaconti. In questo periodo storico l’Italia è l’epicentro di una serie di fatti che hanno determinato la storia degli anni successivi riconducibili alla sua posizione geografica (sede delle basi NATO); al ruolo rilevante del PCI di Berlinguer, il più influente Partito Comunista dell’Occidente e alla presenza dello Stato del Vaticano. Il protagonista del romanzo è Zeno Zonato, il “gatto rosso”, dirigente del Partito Comunista Italiano di Verona e poi del Partito Democratico della Sinistra. Cinico “compagno” non ideologizzato, di umili natali che, tramite un sapiente doppio gioco nei servizi segreti americani e russi e l’ingresso nella nomenclatura del PCI, riesce a giungere ai vertici della Globe Trade, una società facente capo al Vaticano, CIA, PCI e KGB creata per gli scambi commerciali e finanziari. Osservatore privilegiato dei cambiamenti geopolitici ed economici tra gli anni ’70 e ‘90, l’autore svela il ruolo di Verona, base strategica negli anni bui del terrorismo e fornisce la propria versione sui fatti di cronaca che hanno dominato quegli anni.

L´autore, Anton Antonov vive da oltre 30 anni a Mosca, ma spesso si trova in Italia. "Il gatto rosso" è il suo secondo romanzo dopo Prospettiva Lenin (Feltrinelli 2010).

A presentare il libro il Prof. Antonio Fallico, alias Anton Antonov, l´editorialista Giovanni Morandi, il giornalista Evgeny Utkin e la giornalista e scrittrice Laura Lodigiani.

Moderatore all´incontro il Dott. Mario Mirasola (Rai Trieste).

Il saluto di benvenuto sarà a cura del Cav. Francesco Bigazzi, giornalista, già direttore di ANSA a Mosca e Presidente dell´Associazione Amici del Museo Ermitage Italia e di Roberto Chinello, CEO e co-founder assieme a Tatiana Souchtcheva di Società Italia, che dichiara: “Sono felice che l’antico Mulino di Pontemanco sia tornato a vivere, a farci ripercorrere la sua storia e che si renda promotore di attività culturali importanti come la presentazione de "Il gatto rosso". Lo scopo per cui Società Italia ha deciso di restaurare questo edificio, oggi tutelato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, è prendere coscienza del patrimonio storico ed ambientale di questa zona del Veneto, per comprendere meglio e guardare al futuro con una maggiore attenzione verso le proprie radici, stimolare un maggior senso civico e, perché no, far rivivere emozioni, ambienti e tradizioni legate ad epoche lontane. La presentazione di questo libro rientra appieno nella mission di questo luogo.”

La presentazione de "Il gatto rosso" presso il Mulino di Pontemanco è organizzata da Società Italia e dall´Associazione Amici del Museo Ermitage (Italia), in partnership con Milano Prospekt 1 TV.


Arredi e Dipinti di Villa Giusta al Salviatino

10/04/2015

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Asta Corso Italia, 6: 22 aprile ore 16 – 23 aprile ore 10 e 16

Esposizione presso Villa Giusta, Via del Cantone 11, Firenze: da sabato 18 a lunedì 20 aprile, ore 10-13 e 15-19

Importanti Orologi da polso e Gioielli

Asta Corso Italia 6: 23 aprile ore 16

Esposizione Corso Italia, 6: da sabato 18 a lunedì 20 aprile, ore 10-13 e 15-19

Villa Giusta al Salviatino, adagiata alle pendici di Fiesole è una felice costruzione degli anni di Firenze Capitale.
La villa, immersa in un grande parco a terrazzamenti, conserva ancora il fascino dell’epoca nella quale la nuova e ricca società fiorentina e i molti ospiti stranieri scelsero di risiedere al Salviatino trasformando la campagna circostante in un elegante quartiere residenziale.
Gli eredi della proprietà di Villa Giusta, hanno affidato la vendita degli arredi e dei dipinti alla Maison Bibelot, Casa d’Aste fiorentina, affermata leader nell’organizzazione di house-sale. “Siamo molto orgogliosi di questo nuovo importante affidamento“ ci conferma Elisabetta Mignoni, amministratrice della Maison. “Freschi del successo delle recenti aste di Villa Pandolfi e Casa Duprè, affrontiamo questa nuova sfida con grande entusiasmo. Organizzare vendite in loco è molto impegnativo ma affascinante. Si entra in contatto con l’essenza della casa, si aprono le stanze, gli armadi, i cassetti, scoprendo piccoli tesori spesso dimenticati, si esplorano soffitte ed angoli nascosti. Gli oggetti, anche quelli di uso quotidiano, i serviti di piatti e bicchieri, le tovaglie, l’argenteria, le mille curiosità, riprendono vita e vengono disposti in modo da poter essere ben valutati dai nostri compratori . Anche l’arredo delle sale e delle varie stanze deve essere talvolta ‘riallestito’ in modo da poter accogliere il pubblico, sempre numeroso, che affluisce durante i tre giorni di esposizione precedente l’asta. Certamente un grande impegno , ma ogni volta decisamente ripagato dai risultati ”.
La villa, ristrutturata negli Anni Sessanta, rispecchia il gusto di quel periodo con un mix di marmi pregiati e stucchi liberty, arredi d’antiquariato con opere d’arte contemporanea
Al centro dell’ingresso della villa s’impone un raffinato bronzo copia, tardo Ottocento, della sensuale -Afrodite accovacciata- di epoca ellenistica attribuita allo scultore greco Doidalsa, perfettamente sistemata su una colonna marmo verde di Prato. Tutt’intorno chinoiserie, ricordo di viaggi esotici, tra cui due bei pannelli ornati da pietre dure. Nel salone principale, elegantemente arredato Fin de Siècle, risalta un’importante vetrina decorata in bronzo dorato, opera di Francois Linke, (1855-1946 )noto ebanista parigino della Belle Epoque, acquistata per Villa Giusta alla VII Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze nel 1971 dalla Galleria Camiciotti”. (L’’antiquario Ugo Camiciotti è vissuto a lungo a Parigi stretto collaboratore del celebre sarto Balmain) .
Arricchiscono le pareti delle sale, dipinti settecenteschi con vedute e capricci architettonici, e grandi specchiere ottocentesche che riflettono la collezione di porcellane tedesche, tra cui un bel servito della Manifattura Imperiale di Berlino in bella mostra di sul grande tavolo ovale. Domina la sala un delicato busto femminile in marmo bianco del periodo Impero, inizio dell’Ottocento, impreziosito da un’acconciatura di gusto napoleonico lumeggiata con piccole stelle in oro, i tratti ricordano Paolina Bonaparte, musa del Canova.
Al piano superiore si trova la Biblioteca-studio arredata con mobili d’antiquariato fra cui una rara libreria in piuma di noce della metà del XIX secolo ed in perfetto contrasto, spiccano alcuni importanti dipinti di arte contemporanea, di Antonio Bueno, Alberto Sughi, Primo Conti.(in allegato foto d’insieme)
Con le porcellane, argenteria, curiosità, tappeti, mobili e complementi, tutto quanto concerne l’arredo di una casa importante da non trascurare il giardino per la felicità degli appassionati del gardening: poltroncine in vimini, panche rustiche, un grande pozzo in ferro battuto, vasi, sculture ed una serie di rigogliose piante di limone.
In contemporanea, alla sede della Maison Bibelot gli appassionati e collezionisti di orologi e gioielli potranno visitare la preziosa esposizione Importanti orologi da polso e gioielli che saranno battuti il 23 aprile all’inizio della sessione pomeridiana. Si tratta di una bella collezione di orologi, tutti provenienti da un’unica eredità, un gruppo imperdibile, quasi tutti i pezzi sono corredati dai loro certificati di garanzia: Rolex, Bulgari, Vacheron Constantin, Girard Perregaux, Cartier, De Grisogono …(foto in allegato Rolex Deytona in oro ) …… Tra i gioielli, un raro bracciale,(foto in allegato ) finemente cesellato con motivi di animali marini ed impreziosito da diamanti, opera di Enrico Serafini, orafo fiorentino attivo negli Anni Sessanta molto apprezzato dalla clientela internazionale e prematuramente scomparso, inoltre un ampia scelta di splendidi coralli dal rosso inconfondibile ”.